|
21/03/2008 - Come era prevedibile non sono bastati i posti a sedere della sala riunioni della sede della Confcommercio di Catania, piena in ogni ordine e grado, è il caso di dirlo, di partecipanti al primo incontro con S.E. il prefetto di Catania Giovanni Finazzo. Accompagnato dal comandante dei Carabinieri Giuseppe Governale, dal questore Michele Capomacchia e dal colonnello della Guardia di Finanza Raffaele Visconte, il dott. Finazzo si è intrattenuto con i rappresentanti delle varie associazioni aderenti a Confcommercio e i presidenti delle delegazioni provinciali sui problemi legati alla sicurezza del territorio. Ad accoglierlo, il presidente dell’Ascom etnea Giovanni Arena che ha aperto la lunga chiacchierata partendo dal racconto di un’ esperienza personale, vissuta qualche anno addietro, nella sua azienda. “Sono venuti a bussare anche da me – ha spiegato Giovanni Arena – con le solite richieste di denaro, ma io non ho ceduto e dopo qualche tentativo hanno desistito. Sarò stato certamente fortunato ma non si sono più fatti vivi, segno che magari nel frattempo le Forze dell’Ordine, facendo il loro dovere, li hanno rintracciati e arrestati”. Il fenomeno del racket delle estorsioni è il primo argomento snocciolato dal presidente Arena, seguito dalla chiara manifestazione di paura e dalla sensazione di sentirsi trascurati e poco protetti. Non meno incisivo il problema dell’abusivismo ormai dilagante, una vera e propria piaga per i commercianti onesti, che pagano le tasse e che spesso sono bersaglio di controlli da parte della Finanza molto più degli abusivi. “Così vediamo calpestati i nostri ideali di legalità – si sfoga il presidente Arena – non cogliamo segnali che incoraggiano l’imprenditoria e viene meno la fiducia nelle istituzioni. La nostra associazione rappresenta 16.500 imprese della provincia di Catania che vogliono crescere e svilupparsi nella legalità ma senza sentirsi sole, siamo pronti a collaborare con le Forze dell’Ordine ma dobbiamo recuperare il senso di fiducia e lavorare in sinergia”. Atti di bullismo, criminalità spicciola, richieste di pizzo, abusivismo, un escalation di atti criminosi evidenziati dalla Confcommercio che hanno superato la soglia di tolleranza, e si leva alto il grido di aiuto da parte degli imprenditori e i commercianti che ogni giorno alzano la saracinesca dei loro esercizi commerciali e si trovano ad affrontare tutte insieme queste problematiche.
“Per fortuna la stragrande maggioranza dei cittadini è onesta – esordisce S.E. il Prefetto – I risultati del lavoro delle Forze dell’ordine è sotto gli occhi di tutti. Nonostante le risorse siano sempre le stesse, gli sforzi di polizia, carabinieri e guardia di finanza portano ottimi risultati. Basti pensare che si registra un calo notevole degli omicidi di mafia negli ultimi 12 anni e che boss mafiosi e grossi criminali dediti ad estorsioni e rapine sono in carcere e ne usciranno, forse, solo quando avranno i capelli bianchi. Certo, c’è da fare una distinzione tra la malavita organizzata e chi delinque per necessità, la criminalità spicciola, conseguenza della mancanza di posti di lavoro, ma la nostra azione di contrasto è forte e continuativa”. E se i commercianti e gli imprenditori fanno sentire forte il loro grido d’aiuto, altrettanto forte è l’esortazione del Prefetto a denunciare e a collaborare con le forze di polizia. “Noi lavoriamo con gli uomini e i mezzi che abbiamo, e anche con le leggi che lo Stato ci mette a disposizione, ma voi dovete collaborare – continua il dott. Finazzo – Palermo per prima, ma anche Trapani e Agrigento, hanno cominciato a denunciare. Adesso tocca a Catania abbandonare la reticenza e chiedere aiuto alle Forze dell’Ordine, perché la nostra risposta c’è e ci sarà sempre. Voi non fateci mancare la vostra collaborazione e noi non vi faremo mai mancare il nostro sostegno. Bisogna reagire al pizzo e allo sfruttamento, ogni imprenditore deve mantenere alta la voglia di riscatto. La vostra fiducia deve passare dalle parole ai fatti”. Il dibattito si è acceso con gli interventi di diversi operatori economici e rappresentanti di categorie che hanno ricevuto applausi e consensi dai colleghi presenti. Le tematiche, infatti, sono le stesse e coinvolgono tutti indistintamente. Tra gli interventi più significativi quello del presidente dell’associazione antiracket – antiusura Confcommercio “Ugo Alfino” Rosario Bellino che ha chiesto con particolare fervore la collaborazione e l’aiuto dei colleghi esortando ancora una volta alla denuncia e rimarcandone i benefici.
C’è chi, come il presidente degli ottici Arnone, ha sollecitato l’intervento dei poliziotti e carabinieri di quartiere, il rispetto delle regole e la lotta al commercio abusivo, soprattutto dei cinesi, che vendono senza rilasciare scontrini, e chi, come il presidente della Federazione Armatori Siciliani Micalizzi ha chiesto più sorveglianza nei porti grandi e piccoli della nostra provincia e nell’aeroporto. Presenti anche i Giovani Imprenditori di Confcommercio, per loro ha parlato il presidente Turi Scuto: “Nelle mie aziende le rapine negli ultimi due anni sono passate da 180 a 4, grazie alla collaborazione con le Forze dell’Ordine. I tempi sono cambiati e abbiamo visto che denunciare premia”. In chiusura l’intervento del presidente della Camera di Commercio di Catania Pietro Agen che si è soffermato ancora sulla piaga dell’abusivismo e sulla necessità di dare regole e farle rispettare per fermare lo stato di degrado ormai avanzato.
|